Quanti nomi per dire “zucchero”!

In questo post..

Non basta dire zucchero: sulle etichette dei prodotti in vendita a volte la presenza di zucchero è indicata con i nomi specifici degli zuccheri contenuti o aggiunti all’alimento e non è sempre facile riuscire a riconoscerli.

 

C’è il saccarosio, composto da glucosio + fruttosio; il glucosio, lo zucchero più diffuso in natura; il fruttosio, contenuto nella frutta; il lattosio, lo zucchero del latte, e poi destrosio, maltosio, e molti altri ancora… Sono solo alcuni dei nomi che si nascondono dietro quello che comunemente viene definito semplicemente “zucchero”, ma che in realtà, almeno dal punto di vista chimico, può assumere forme differenti.

L’etichetta parla chiaro

Non serve però una laurea in chimica per essere consumatori consapevoli. Basta ricordare, quando si fa la spesa, che tutte le scritte presenti in etichetta relative al contenuto di particolari nutrienti (inclusi gli zuccheri) hanno un significato preciso che è importante conoscere se si vuole tenere sotto controllo il contenuto di zuccheri nella propria alimentazione. Ecco tradotte in numeri alcune di queste scritte relative allo zucchero contenuto nei prodotti, come si legge nel documento del Ministero della Salute dedicato alle etichette.

  • A basso contenuto di zuccheri: il prodotto contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi.
  • Senza zuccheri: il prodotto contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml.
  • Senza zuccheri aggiunti: il prodotto non contiene zuccheri o ogni altro prodotto utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento li contiene naturalmente si deve riportare sull’etichetta: “contiene naturalmente zuccheri”.

Dolci anche senza lo zucchero

Molti prodotti che riportano sulla confezione la scritta “senza zucchero” sono comunque dolci al palato. Come è possibile?

È possibile dolcificare senza ricorrere agli zuccheri utilizzando i cosiddetti edulcoranti, ovvero sostanze aggiunte al cibo in sostituzione dello zucchero, sempre e solo dopo l’approvazione all’uso da parte delle autorità competenti dell’Unione Europea. Si tratta di “ingredienti” che vengono aggiunti in dosi davvero minime al cibo poiché hanno un potere dolcificante molto superiore a quello dello zucchero. Quello del ben noto aspartame (presente nei mercati UE dal 1983) è di 150-200 volte superiore a quello dello zucchero, quello della stevia (usata in UE dal 2011) di 200-300 volte, per non parlare del neotame (usato in UE dal 2010) con un potere dolcificante addirittura 7.000-13.000 volte superiore a quello dello zucchero.

In etichetta questi dolcificanti sono a volte indicati come additivi con una specifica sigla: E951 per l’aspartame, E960 per la stevia, E961 per il neotame e via di questo passo con un elenco davvero molto lungo. Anche i “polioli” – xilitolo, sorbitolo, mannitolo, eccetera – sono considerati edulcoranti e vengono spesso utilizzati per dolcificare senza aumentare eccessivamente le calorie dato la loro caratteristica di essere a basso contenuto calorico.

dettaglio di zollette di zucchero raffinato

Fonti:
1. Ministero della salute. Etichettatura degli alimenti – Cosa dobbiamo sapere. 2015.
2. EUFIC – Gli edulcoranti ­ Più alternative per una vita più dolce! 2013.
3. EUFIC – Vantaggi e sicurezza degli edulcoranti ipocalorici. 2012.

 

Potrebbero interessarti anche...

Meno sale nella dieta? Attenti al pane
In questo senso il pane è sicuramente uno dei cibi maggiormente sotto osservazione, così come i prodotti da forno. È su questi alimenti che si è concentrato una studio dell’Università ...
I grassi di latte e latticini possono far calare i rischi di malattie cardiovascolari?
Oggi uno studio pubblicato su PloS Medicine prova a dare una risposta a questa domanda, andando a valutare non tanto i consumi autoriferiti, parametro potenzialmente fallace, ma piuttosto i livelli ...
Parodontite: conta il Dna ma è importante il microbiota
Genetica e microbiota La ricerca, pubblicata su International Journal of Environment and Public Health Research e coordinata da Naoki Toyama dell’Università di Okayama, parte da un punto di ...
Così il microbiota ci aiuta a regolare la pressione arteriosa
Gli studi sul microbiota, tra gli argomenti maggiormente indagati nelle ricerche sulla salute umana, presentano a volte dei risvolti che permettono di trarre semplici conclusioni in grado di ...

Rimani aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter.
Ricevi gli ultimi aggiornamenti dal mondo dell’alimentazione e della salute.

Iscriviti alla newsletter
Logo Nutripedia
Alimentazione e covid-19: posso aiutare il mio bambino a difendersi dall’infezione?
È vero che un’alimentazione senza glutine è più sana per tutti i bambini?
Ultimi mesi di gravidanza: per evitare di prendere troppo peso vanno eliminati i carboidrati?
Visita il sito Nutripedia

Questo sito prevede di utilizzare determinate categorie di cookie per diversi motivi. Per ottenere maggiori informazioni sulle categorie di cookie utilizzati e limitarne l’utilizzo, consulta la cookie policy.