Obesità infantile: i nati da taglio cesareo sono più a rischio?

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Aumenta il numero di studi per verificare l’esistenza di un’eventuale associazione tra nascita da taglio cesareo e incidenza di obesità in età pediatrica

Obesità in età pediatrica

L’obesità costituisce un grave problema di salute pubblica nella società moderna, sia nei Paesi industrializzati che in quelli a risorse limitate. Le conseguenze dell’obesità, infatti, sono evidenti sia nel breve che nel lungo termine. L’identificazione dei fattori di rischio modificabili che intervengono nel periodo perinatale, potrebbe rappresentare un punto di partenza per l’identificazione precoce del rischio.

Taglio cesareo: possibile fattore di rischio di obesità

Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca si è focalizzata anche sulla modalità di parto quale fattore perinatale che potrebbe interferire con il rischio di obesità in età pediatrica.

Questo crescente interesse è nato dall’osservazione che, negli ultimi 30 anni, l’incidenza di nascita da taglio cesareo è aumentata, parallelamente con l’incremento dell’incidenza di obesità.

Dallo studio di Betrán e colleghi è emerso che l’incidenza di nascita da taglio cesareo: 1

  • nel mondo è del 15%;
  • nei paesi industrializzati arriva al 21,1%,
  • nei paesi a risorse limitate è nettamente inferiore (2%).

Taglio cesareo: come influirebbe sul rischio di obesità

Nonostante i meccanismi non siano ancora del tutto noti, la composizione del microbiota intestinale sembrerebbe essere cruciale nella predisposizione a malattie cronico-degenerative tra cui, appunto, l’obesità. Curiosamente, gli studi sino ad ora condotti hanno evidenziato in modo molto netto la differente composizione della flora microbica intestinale nei nati da parto per via vaginale e nei nati da taglio cesareo.

Durante il passaggio dalla vita intrauterina alla vita extrauterina, infatti, il neonato viene colonizzato o da batteri della flora vaginale materna, in caso di parto per via vaginale, o, almeno inizialmente, da batteri presenti sulla cute, in caso di taglio cesareo.

Con il taglio cesareo, quindi, si verifica un deficit di anaerobi obbligati con basso numero di Escherichia coli, Bacteroides e Bifidobacteria ed una elevata presenza di anaerobi facoltativi, come i Clostridi, rispetto ai bambini nati con parto naturale2.

I bambini nati da taglio cesareo, quindi, hanno una differente e alterata composizione del microbiota intestinale, con un conseguente possibile maggiore rischio di sviluppare patologie ad oggi sempre più comuni.

Il parere degli esperti

Sebbene non tutti gli studiosi siano concordi, molti lavori hanno effettivamente confermato la possibile associazione tra tipo di parto e successivo sviluppo di obesità.

  • Già nel 2012, per esempio, Huh e colleghi avevano evidenziato come i bambini nati da taglio cesareo avessero un rischio circa doppio di sviluppare obesità in età infantile, anche dopo correzione di possibili fattori confondenti, come indice di massa corporea materno oppure peso alla nascita3.

Infatti lo studio, condotto presso 8 punti nascita in Massachusetts, ha mostrato che, all’età di 3 anni, il 15,7% dei bambini nati da taglio cesareo era obeso; al contrario, solo il 7,5% dei bambini nati da parto naturale aveva sviluppato eccesso ponderale.

  • La possibile associazione taglio cesareo e successivo rischio di sovrappeso-obesità è stata confermata anche da una revisione sistematica con meta-analisi4.
  • Infine un recentissimo studio di Mueller e colleghi, ancora in fase di pubblicazione su International Journal of Obesity5, ha riscontrato un notevole aumento del rischio di obesità in età scolare nei bambini nati da taglio cesareo.

Lo studio, che ha analizzato 436 diadi madre-bambino dalla nascita fino ai 7 anni di vita, ha documentato che, indipendentemente dall’utilizzo di terapie antibiotiche in gravidanza, la nascita da taglio cesareo esponeva ad un rischio assai elevato (46%) di essere obesi a 7 anni di età. Sicuramente, questo differente rischio è in parte legato al fatto che la composizione del microbiota intestinale è strettamente dipendente dalla modalità di parto, come già accennato sopra. Come però la successiva differente composizione del microbiota vada ad influenzare il futuro sviluppo di adiposità è ancora tutto da chiarire.

Molti lavori suggeriscono, quindi, che un possibile ruolo nello sviluppo di obesità futura sia giocato dal tipo di parto e attribuiscono al taglio cesareo un ruolo importante nel determinare il successivo rischio di incremento ponderale, molto probabilmente mediante la modulazione del microbiota intestinale. Va comunque detto che, oltre alla differente composizione del microbiota, durante il travaglio si verificano importanti cambiamenti nei livelli di ormoni materno-placentari e anche nella risposta infiammatoria.

Probabilmente, quindi, anche la risposta allo stress associata a questa fase del parto potrebbe influenzare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che regola la risposta infiammatoria, oppure potrebbe causare modificazioni epigenetiche in geni chiave coinvolti nello sviluppo di obesità.

In ogni caso, il riscontro di un’associazione tra nascita da taglio cesareo e obesità infantile riscontrata in diversi lavori deve far riflettere sulla necessità di evitare, in assenza di reali indicazioni mediche, questa modalità di parto.

Board: Fondazione Istituto Danone

  1. Betrán AP, Merialdi M, Lauer JA, et al. Rates of caesarean section: analysis of global, regional and national estimates. Paediatr Perinat Epidemiolol 2007; 21: 98-113.
  2. Di Mauro A, Neu J, Riezzo G, Raimondi F, Martinelli D, Francavilla R, Indrio F. Gastrointestinal function development and microbiota. Ital J Pediatr 2013; 39: 15.
  3. Huh SY, Rifas-Shiman SL, Zera CA et al. Delivery by caesarean section and risk of obesity in preschool age children; a prospective cohort study. Arch Dis Child 2012; 97: 610-16.
  4. Li HT, Zhou YB, Liu JM. The impact of cesarean section on offspring overweight and obesity: a systematic review and meta-analysis. Int J Obes 2013; 37: 893-9.
  5. Mueller NT, Whyatt R, Hoepner L, et al. Prenatal exposure to antibiotics, cesarean section, and risk of childhood obesity. Int J Obes 2014; [Epub ahead of print].

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