L’invecchiamento del sistema immunitario si combatte anche a tavola

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Con il passare degli anni le difese dell’organismo si indeboliscono a causa di una serie di processi fisiologici, ma con l’alimentazione adatta è possibile mantenere giovane più a lungo il sistema immunitario.

Anche l’esercito che ci difende invecchia

L’invecchiamento è un processo piuttosto complicato per gli esseri viventi che accumulano negli anni una serie di cambiamenti tali da diminuire o modificare le funzionalità dell’organismo intero. Queste modifiche legate all’età sono ben visibili nel sistema immunitario composto di cellule che invecchiano in modo differente secondo una serie di processi che nel complesso vengono indicati come “immunosenescenza”.

Attenzione però: i cambiamenti non sono uguali per tutti e non vanno sempre nella stessa direzione. Infatti, anche se nella maggior parte dei casi si parla di una riduzione della risposta immunitaria, non mancano nella terza età casi di sistema immunitario iperattivo, che porta alla produzione di autoanticorpi. L’indebolimento immunitario legato sia alle cellule T che alle cellule B e in buona parte associato all’invecchiamento del timo (organo importante per le difese dell’organismo) porta a una risposta ritardata e inferiore agli attacchi esterni, mentre l’iperattività porta alla produzione di anticorpi che riconoscono come nemiche le cellule dell’organismo, dando il via per esempio, allo sviluppo di malattie autoimmuni.

I punti deboli sono molti

Il sistema immunitario può essere aiutato a invecchiare bene. L’importante è capire quali sono le cause che accelerano e spingono questo processo per cercare di eliminarle dalla vita di tutti i giorni e proteggere così le difese immunitarie. Uno studio pubblicato sulla rivista Aging and Disease dai ricercatori della Tufts University di Boston (USA) sottolinea che sono molti i fattori che influenzano i cambiamenti del sistema immunitario con il passare degli anni: si va dalla genetica, all’ambiente, passando attraverso lo stile di vita. In particolare la nutrizione, influenzando profondamente i microbi che risiedono a milioni nell’intestino (microbiota) e che regolano molte funzioni immunitarie, ha un ruolo di primo piano nel mantenere un sistema di difese forte, al punto che si è sviluppato sull’argomento un nuovo campo di ricerca chiamato “immunologia nutrizionale”.

Le ricerche nel settore hanno dimostrato che le carenze nutrizionali riscontrate negli anziani, anche in quelli che vivono nei cosiddetti Paesi sviluppati, possono influenzare pesantemente le risposte immunitarie, anche quando a mancare sono i micronutrienti, necessari in dosi minime per il buon funzionamento dell’organismo. Importanti in questo senso le vitamine A, E, C e B6, l’acido folico, lo zinco, il selenio, il rame e il ferro, ma conta molto anche il giusto apporto di macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi).

Più attenzione a tavola per difese giovani e attive

Non ci sono dubbi sul fatto che un apporto insufficiente di micro e macronutrienti influenza in modo negativo il sistema immunitario e che il problema può essere risolto con interventi nutrizionali ad hoc. Nella popolazione anziana le carenze nutrizionali sono piuttosto comuni a causa di diversi fattori come le disabilità fisiche o mentali, la presenza di patologie croniche o acute, l’utilizzo di farmaci, la scarsa varietà dei pasti e cattive condizioni socio-economiche.

Tutto ciò, unito anche al fatto che gli anziani hanno bisogni alimentari in alcuni casi diversi da quelli degli adulti, rende più complicato mantenere attivo e reattivo il sistema immunitario, già indebolito dall’invecchiamento fisiologico. Le strategie basate sull’alimentazione però ci sono e diversi studi hanno dimostrato la loro utilità. Una revisione della letteratura pubblicata sulla rivista Critical Reviews in Food Science and Nutrition fa il punto della situazione su come usare il cibo per contrastare gli effetti dell’invecchiamento sulle difese immunitarie.

L’aumento dei carboidrati complessi (fibre) che deriva da una dieta ricca di frutta e verdura per esempio ha migliorato di ben 4 volte la risposta a un vaccino contro batteri responsabili della polmonite negli anziani che consumavano 5 porzioni al giorno di questi alimenti. Per quanto riguarda le proteine, i pochi studi presenti in letteratura suggeriscono che per un sistema immunitario più efficiente gli anziani dovrebbero probabilmente consumare dosi giornaliere lievemente più alte di quelle degli adulti. Un traguardo in genere non raggiunto dagli over60. Anche sui grassi le ricerche non sono numerose e i risultati sono contrastanti. “Nonostante i passi da fare siano ancora molti, è chiaro che un’alimentazione ottimizzata e personalizzata è alla base di una risposta immune ottimale anche negli anziani” spiegano gli esperti.

Fonti:
1. Pae M, et al. Aging and Disease. 2012 Feb;3(1):91-129.
2. Chandra RK. Eur J Clin Nutr. 2002 Aug;56 Suppl 3:S73-6.
3. Clements SJ, Carding SR. Crit Rev Food Sci Nutr. 2016. Doi: 10.1080/10408398.2016.1211086.

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