30 Novembre 2016

Batteri in equilibrio per un sistema immunitario forte

In questo post..

Le scelte alimentari quotidiane hanno un forte impatto sui batteri che popolano l’intestino contribuendo al buon funzionamento del sistema immunitario e che possono creare seri problemi alla salute se il loro equilibrio viene alterato.

Tanti alleati della salute1,2

Un patrimonio genetico di circa 5 milioni di geni e un peso che può variare tra 1 e 2 chilogrammi. Sono alcuni dei numeri che caratterizzano il cosiddetto “organo dimenticato”, che in realtà un organo non è, o almeno non secondo i criteri che siamo abituati a utilizzare per definire un organo. È il microbiota, la comunità di microrganismi (non solo batteri ma anche virus e altri organismi unicellulari) che popola il nostro corpo ed è particolarmente abbondante per numero e specie a livello intestinale. Questa comunità molto eterogenea ha un ruolo di primo piano nello sviluppo della risposta immunitaria: rappresenta infatti la principale fonte di molecole estranee all’organismo, ma allo stesso tempo produce sostanze che ci aiutano a combattere i nemici della salute che incontriamo quotidianamente come virus, batteri o sostanze chimiche pericolose. E dal momento che le funzioni del tratto intestinale inteso come organo immunitario (risiede lì la maggior parte delle cellule immunitarie dell’organismo) è tollerare questi “ospiti” e gli altri agenti nocivi che ingeriamo rimanendo però attivo contro stimoli potenzialmente patogeni, risulta chiara l’importanza di mantenere in salute l’esercito di microrganismi del microbiota se si vuole mantenere in salute l’intero sistema immunitario.

 

La disbiosi apre le porte alle malattie1,2

Prima di stabilizzarsi nella sua forma definitiva, il microbiota necessita di un periodo di circa 3 anni durante i quali il bambino, che incontra i suoi primi microbi subito dopo aver lasciato il grembo materno, crea la propria comunità microbica e definisce il proprio enterotipo, ovvero un gruppo di batteri che lo caratterizzerà per il resto della vita. Pur rimanendo sostanzialmente stabile in età adulta, il microbiota risulta estremamente dinamico e può modificare la propria composizione a seguito di numerosi fattori come per esempio il passare degli anni, i cicli ormonali, lo stile di vita e le malattie o le terapie assunte e persino i viaggi. Quando questi cambiamenti sono particolarmente importanti e duraturi nel tempo si parla di disbiosi, ovvero di una condizione della quale l’equilibrio tra le diverse specie di microrganismi presenti nell’intestino si altera e le cui conseguenze sono state ben descritte in un documento riassuntivo pubblicato sulla rivista Nutrients qualche anno fa. Può succedere che il numero dei microbi intestinali si riduca in senso generale, ma può anche verificarsi una riduzione della complessità che di solito caratterizza il microbiota: in pratica si perdono alcune delle specie normalmente presenti nel microbiota dell’adulto sano, aprendo le porte a numerose patologie prime tra tutte quelle legate alla risposta immunitaria, ma anche obesità, diabete e sindrome metabolica, solo per citarne alcune.

La cura è anche nel piatto1,2

Come mantenere in forma il microbiota in modo da proteggere anche il sistema immunitario e mantenerlo attivo contro i nemici della salute? Una strategia efficace punta senza dubbio sull’alimentazione poiché numerosi studi hanno dimostrato che proprio la dieta ha un enorme effetto sul microbiota e può modificarne, in senso positivo o negativo, la composizione. Uno studio condotto su modelli sperimentali ha dimostrato che il 57% delle variazioni della struttura del microbiota dipende dalla dieta, mentre l’influenza del patrimonio genetico su tale struttura si ferma al 12%. Per esempio la dieta occidentale, ricca di zuccheri e grassi, causa una disbiosi che va a influenzare il metabolismo e l’equilibrio immunitario della persona. Il consumo di carboidrati complessi aumenta i livelli di Bifidobatteri benefici all’organismo, mentre l’eccesso di zuccheri semplici favorisce la crescita di batteri opportunistici pericolosi come il Clostridium difficile. E non è tutto. Una dieta basata soprattutto su alimenti vegetali modifica il microbiota e di conseguenza anche il pH intestinale che si abbassa mettendo un freno alla crescita di batteri potenzialmente pericolosi come Escherichia coli. Gli esempi potrebbero continuare ancora per molto ma, pur senza entrare troppo nel dettaglio, è importante sottolineare come le giuste scelte a tavola sono fondamentali per garantire la buona salute del microbiota e di conseguenza garantirsi un sistema immunitario al top.

Fonti:
1. D’Argenio V e Salvatore F. Clinica Chimica Acta 2015; 451: 97-102.
2. Brown K, et al. Nutrients 2012; 4:1095-1119.

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