25 Settembre 2014

Pic-nic, le regole per evitare spiacevoli inconvenienti

Se avete intenzione di concedervi un pranzo all’aria aperta, attenzione alle modalità diconservazione degli alimenti.
Una volta estratti dal frigorifero, c’è infatti il rischio che i cibi possano diventare dei veri e propri ricettacoli di batteri se esposti al calore esterno.

Lo sviluppo dei germi arrestato dalle basse temperature del frigorifero, sufficiente a controllarne la crescita ma non a distruggerli, può infatti ripartire non appena la temperatura esterna sale.
L’esempio più classico di questi pericoli è dato dalla salmonellosi, che  può portare a gravi forme di diarrea con mal di pancia e febbre.

Quello della salmonellosi è comunque solo un esempio, visto che sono davvero tanti i potenziali responsabili “invisibili” di mal di pancia, diarrea e qualche linea di febbre.
Gli alimenti che possono trasmettere i germi sono quasi sempre a base di uova, come creme, gelati, salse.
Se l’uovo non viene sottoposto ad una sufficiente cottura (gli esperti consigliano almeno 7 minuti se bollite e cinque se in camicia) possono rimanere batteri che, grazie al clima caldo dell’estate, si replicano con estrema rapidità.

E allora, soprattutto per chi ha in programma un week-end con annesso pic-nic, ecco qualche semplice consiglio da seguire. Se avete in mente di portare panini  o insalate preparati con alimenti cotti, ricordate che dovreste preparare i “manicaretti” la sera prima o comunque al mattino presto. Il motivo? Semplice. Prima di essere inseriti nella borsa termica, i cibi vanno raffreddati a fondo, per evitare che “entrino” nel contenitore ancora caldi.
Il tepore che viene mantenuto all’interno del contenitore può far proliferare una grande quantità di batteri, visto che il caldo è l’elemento che più ne favorisce lo sviluppo.

Se volete consumare qualche alimento fresco, ricordate di mettere nella  borsa termica le classichemattonelle di ghiaccio “portatile”, che dovrebbero assicurarvi una temperatura interna vicina ai 4 gradi per un certo periodo.
Ma anche questo rimedio non è sufficiente a raffreddare i cibi che sono stati inseriti nella sacca caldi, quindi non dimenticate la regola precedente. Ovviamente la borsa va svuotata non appena si giunge alla meta della passeggiata, sia essa un pianoro in alta montagna oppure una spiaggia assolata. Prima di mangiare, soprattutto se si tratta di alimenti a base di uova come creme o maionese, assicuratevi che i cibi siano ancora freschi.
Capitolo a parte per le bevande. Anche se le fontane e le sorgenti invitano a consumare acqua fresca, assicuratevi che si tratti di acqua potabile. Altrimenti c’è il rischio di buscarsi qualche mal di pancia. E prestate maggiore attenzione ai bambini, più esposti per l’immaturità del loro sistema immunitario al rischio di manifestare sintomi più intensi.

LE REGOLE DELL’OMS
Oltre all’uso di acqua pura o comunque bollita, ecco le regole più importanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:

  • Scegliere alimenti trattati per renderli sicuri (lavare bene l’insalata, consumare latte pastorizzato e pollame fresco o congelato)
  • Cuocere a fondo i cibi (solo la cottura completa distrugge i germi della carne. Bisogna arrivare a 70 gradi in ogni parte del pollame)
  • Consumare subito i cibi cotti (mentre raffreddano, i microbi si sviluppano e il pericolo sale con il passare delle ore)
  • Conservare bene i cibi cotti (se dovete usarli dopo più di cinque ore, portateli almeno a 60 gradi o a meno di 10)
  • Riscaldare bene i cibi già cotti (l’alimento deve essere portato a 70 gradi per distruggere i germi eventualmente sviluppatisi)
  • Non avvicinare cibi cotti e crudi (i germi del crudo possono svilupparsi nel cotto, ad esempio con la carne di pollo cruda)
  • Non usare lo stesso coltello per carni crude e cotte (il rischio di trasmissione di germi esiste)
  • Lavarsi le mani spesso (almeno dopo aver manipolato carni e pesce crudi oppure dopo contatto con animali domestici)
  • Pulire bene la cucina (strofinacci, briciole e avanzi possono mantenere germi)
  • Chiudere ermeticamente gli alimenti (per evitare contatti con insetti o altri animali)

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