A ciascuno la sua acqua

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Le acque non sono tutte uguali e non ne esiste una “migliore” in assoluto: per poter scegliere l’acqua “giusta” per sé ciascuno dovrebbe anche tener conto degli effetti sulla salute dei minerali presenti.

Anche le condizioni di salute possono entrare a pieno diritto tra i criteri con i quali si sceglie l’acqua da portare in tavola, sia essa in bottiglia o del rubinetto di casa, perché con il suo contenuto in sali minerali l’acqua può influenzare alcuni processi fisiologici e in alcuni casi aiutare a gestire patologie già presenti.
Dando per scontato che, secondo quanto prevedono le normative vigenti, le acque tra cui scegliere siano sicure dal punto di vista microbiologico e chimico, non contengano cioè microrganismi o sostanze chimiche pericolose per la salute, l’attenzione può essere posta al tipo e alla quantità di sali minerali presenti, gli stessi che sono utilizzati per classificare le acque.

Gli esperti del Ministero delle Attività Produttive e del CREA – Alimenti e Nutrizione riportano alcune indicazioni che aiutano a capire qual è l’acqua più adatta per diverse categorie di persone e che partono proprio dagli stessi gruppi indicati nella classificazione appena citata.

una caraffa e due bicchieri di acqua

Prendendo in considerazione il contenuto totale di sali minerali si nota per esempio che le acque più “leggere”, classificate come minimamente mineralizzate, stimolano la diuresi e sono particolarmente adatte per la ricostituzione del latte e degli alimenti per l’infanzia. All’estremo opposto, le acque ricche di sali minerali sono considerate terapeutiche e devono essere assunte sotto il controllo medico. Le acque mediominerali sono utili in estate o quando si pratica attività sportiva perché permettono una migliore integrazione dei sali minerali persi attraverso il sudore, mentre quelle oligominerali favoriscono la diuresi e in genere contengono poco sodio, caratteristiche che le rende adatte a chi ha problemi di ipertensione. Una nota per i genitori: i bambini dovrebbero alternare il consumo di acqua oligominerale con quello di acque più ricche in sali per evitare il rischio di impoverire di sali minerali l’organismo in crescita attraverso l’eccessiva diuresi.

Non solo la quantità, ma anche la qualità e il tipo di sali minerali presenti nell’acqua influenzano la salute. Di seguito qualche indicazione per capire come ciò accade.

Denominazione: Quando e perché

  • Contenente bicarbonato: quando c’è ipersecrezione gastrica o una patologia renale e per la pratica sportiva
  • Solfata: lievemente lassativa, è adatta in caso di insufficienze digestive
  • Clorulata: con azione lassativa e purgativa, aiuta a equilibrare intestino, vie biliari e fegato
  • Calcica: indicata nella crescita, per la pratica sportiva e nella prevenzione di osteoporosi e ipertensione. Il calcio presente viene assorbito dall’organismo, ma non facilita la formazione di calcoli renali come spesso, erroneamente, si pensa.
  • Magnesiaca: soprattutto purgativa, ma utile anche nella prevenzione dell’aterosclerosi
  • Fluorata (o “contenente fluoro”): utile per rinforzare i denti e prevenire la carie
  • Ferruginosa (o “contenente ferro”): indicata nelle anemia da carenza di ferro
  • Acidula: facilita la digestione
  • Sodica: indicata in caso di carenze specifiche o nell’attività sportiva
  • A basso contenuto di sodio: indicata nelle diete povere di sodio

Fonti:
1. Ministero delle attività produttive – L’etichetta dell’acqua minerale naturale.
2. INRAN – Linee guida per una sana alimentazione italiana, Capitolo 5.

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