Quanto pesa il microbiota nella genesi dei calcoli ai reni

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Fastidiosi, i calcoli renali: si manifestano, sono origine di dolore e spesso richiedono trattamenti mirati. Da sempre si sospetta, oltre alla componente genetica, un ruolo dell’alimentazione, specie se i calcoli sono primariamente composti da determinate sostanze. Ed ovviamente, cercando di ridurre l’apporto di alcuni cibi, si mira a limitare il rischio di comparsa o di recidiva della calcolosi.

Ora però appare all’orizzonte un altro potenziale elemento in grado di interferire nello sviluppo dei calcoli. Sarebbe il microbiota. Stando ad una ricerca degli esperti del Lawson Health Research Institute e della Western University, coordinata da Jeremy Burton e pubblicata su Microbiome, pare che i mutamenti nella popolazione batterica di intestino, urina e saliva possano incidere sullo sviluppo della calcolosi.

Sotto esame un centinaio di pazienti

Gli studiosi hanno considerato il microbiota intestinale, urinario e salivare di 83 pazienti con calcoli renali, confrontandolo con quanto emerso in soggetti sani di controllo. Sono stati impiegati specifici test, chiamati sequenziamento metagenomico shotgun. I calcoli renali sono spesso formati dall’ossalato di calcio, che è un prodotto di scarto dell’organismo. Storicamente, si pensava che le persone con una specifica popolazione batterica intestinale, come un batterio chiamato Oxalobacter formigenes che scompone l’ossalato, avessero meno probabilità di formare calcoli renali. Ma la ricerca dice che c’è di più, come se i batteri formassero una sorta di rete protettiva nei sani che si altera in chi va incontro a calcolosi. Di più: il microbiota avrebbe azioni diverse sia nell’intestino che nel tratto urinario e in bocca.

Il gruppo di ricerca afferma che, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, questi risultati iniziali fanno luce sull’importanza complessiva del microbiota di una persona e sul mantenerlo il più sano possibile, con una dieta favorevole e la massima attenzione all’utilizzo improprio di antibiotici.

Le buone abitudini a tavola per prevenire la calcolosi

In attesa che questi studi portino a conclusioni ancora più chiare, rimane il monito degli studiosi sull’attenzione all’alimentazione. E soprattutto, ricordiamo che a tavola occorre privilegiare quei cibi che meno entrano in gioco nella formazione dei calcoli. Questi ultimi, in quasi sette casi su dieci, sono di ossalato di calcio; in questa classifica seguono poi quelli contenenti calcio ed acido urico, fosfato di calcio e struvite (quando è presente questo ultimo composto la dieta appare comunque meno importante).

Come comportarsi? L’obiettivo deve essere ridurre l’escrezione con le urine dei sali che portano alla formazione dei calcoli: il che significa in primo luogo bere molto, almeno due litri d’acqua al giorno, soprattutto nei periodi più caldi. Così facendo aumenta la diluizione dei sali che tendono ad accumularsi e quindi si scongiurano i rischi. Tra le acque più indicate ci sono le oligo-minerali, a basso contenuto di sodio e calcio.

È poi importante assumere regolarmente cibi che contengano acido citrico, che aiuta a ridurre la formazione dei calcoli: ne è ricco ad esempio il limone. Per il resto, se i calcoli sono di ossalato di calcio occorre prestare attenzione a bietole, barbabietole, spinaci, prezzemolo, asparagi, che sono particolarmente ricchi di ossalati. Attenzione va anche portata a caffè, tè, bibite gassate e succhi di frutta, oltre che a cioccolata e nocciole. Ricordate anche che il sale aumenta l’eliminazione di calcio con le urine e facilita la formazione dei calcoli di ossalato di calcio, così come l’alcol favorisce l’eliminazione di ossalati con le urine.

Se i calcoli sono di acido urico e calcio conviene prestare attenzione alla carne e alle proteine in eccesso. Quando si mangia molta carne è più facile che si formino calcoli perché l’urina diventa più acida e questo fa aumentare l’acido urico e il calcio da eliminare attraverso i reni. Soprattutto, bisogna fare attenzione agli alimenti ricchi di purine come pesce azzurro, crostacei, fegato, selvaggina.

Sul fronte degli alimenti protettivi, infine, ricordiamo che una dieta ricca di fibre (contenute soprattutto in frutta, verdura e alimenti integrali) contiene acido fitico, che nell’intestino si lega con il calcio evitando che venga assorbito e passi nelle urine, e favorisce l’eliminazione di citrati, che riducono il rischio che si formino calcoli. Gli alimenti ricchi di potassio come albicocche, legumi, patate e frutta secca riducono l’eliminazione del calcio con le urine. Infine cipolla, sedano, carciofo, mele e cavoli hanno azione diuretica e favoriscono l’eliminazione di urina.

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