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Dal 1991 ha come obiettivo la diffusione della cultura dell'alimentazione elegata alla salute

Terza età: donne e osteoporosi

Uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta, ricca di calcio, aiutano a ridurre il rischio di osteoporosi nelle donne

Terza età: donne e osteoporosi

LE DONNE E L’OSTEOPOROSI

L’osteoporosi1 in Italia interessa 5 milioni di persone e colpisce di più le donne:

  • perché la loro densità ossea è più bassa di quella degli uomini;
  • perché c’è una perdita maggiore di massa ossea dopo la menopausa, con la caduta del livello degli estrogeni.

L’ALIMENTAZIONE E L’OSTEOPOROSI

L’alimentazione ha un ruolo di fondamentale importanza nella comparsa e nel decorso dell’osteoporosi; tra i fattori di rischio ci sono:

  • scarso apporto di calcio;
  • insufficiente disponibilità di vitamina D2;
  • eccesso di alcool;
  • eccesso di caffeina.

I PRODOTTI LATTIERO CASEARI E L’OSTEOPOROSI

I prodotti lattiero caseari sono un costituente fondamentale di una dieta bilanciata che può ridurre l’osteoporosi perché:

  • sono ricchi di calcio e l’alimentazione deve fornire una quantità di calcio adeguata per affrontare nel modo migliore la riduzione della massa ossea, che inizia a 30 anni e che con la terza età può sfociare in osteoporosi;
  • sono ricchi di proteine, che hanno un effetto complesso sulla formazione e sul mantenimento della massa ossea perché facilitano l’assorbimento di calcio e concorrono alla formazione della matrice ossea.

COSA SCEGLIERE

  • Latte: una tazza di latte da circa 250 g fornisce intorno a 300 mg di calcio altamente utilizzabili.
  • Yogurt e latti fermentati: hanno lo stesso contenuto di calcio e sono tollerati anche da chi non digerisce il latte perché non dispone di adeguate quantità di lattasi3.
  • Formaggi: in questi alimenti si concentrano molte delle sostanze nutritive del latte, a cominciare dal calcio; ne sono ricchi i formaggi stagionati che hanno anche un favorevole rapporto calcio/fosforo che facilita l’assorbimento del calcio.
  1. Una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da ridotta massa ossea e alterazioni microstrutturali del tessuto osseo, con conseguente aumentata fragilità ossea e suscettibilità alle fratture’ (Organizzazione Mondiale della Sanità).
  2. Ridotta esposizione alla luce solare.
  3. Parte del lattosio è stata già trasformata in acido lattico e i batteri lattici che essi contengono producono la lattasi che permette di aumentare la digeribilità del lattosio.

 
Board
Fondazione Istituto Danone

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