Come conservare gli alimenti
Come conservare le carni
Carni Bovine
Ricche di proteine, le carni bovine possono essere di vitello o di bovino adulto, in base all’età dell’animale, anche se possiamo trovare ancora la denominazione di “vitellone”. La carne, se è di grande pezzatura, va conservata in sacchetti o in vaschette nella parte del frigorifero a temperatura più bassa per 2-3 giorni e può rimanere nel congelatore anche fino a sei mesi.
Le classiche “fettine” o comunque pezzature ridotte possono invece essere conservate per un tempo minore: al massimo due giorni in frigorifero e non oltre i due mesi in freezer.
Pollame
Povera di grassi (privata della pelle) e dalle fibre muscolari di dimensioni ridotte rispetto a quelle di animali più grandi, la carne di pollo o tacchino è normalmente più digeribile rispetto a quella bovina, pur essendo comunque ricca di proteine. Andrebbe conservata nella parte più fredda del frigorifero, ben avvolta in carta per alimenti o in sacchetti di polietilene per un periodo che non superi i quattro giorni. Nel congelatore si mantiene invece per tempi molto prolungati, che possono raggiungere anche i dieci mesi.
Carni suine
Non tutti i suini sono sottoposti al medesimo regime alimentare.
Gli animali più pesanti, in particolare, vengono allevati soprattutto per la produzione di salumi e insaccati, mentre la carne dei suini di peso inferiore ai 150 chili è in genere impiegata per il consumo alimentare diretto, sotto forma di fettine o altri tagli.
I tagli di carne derivati dagli animali di peso inferiore presentano un contenuto di grasso molto limitato, che si avvicina a quello bovino.
Sul fronte della conservazione, va ricordato che si tratta di carni particolarmente deperibili. Le frattaglie vanno consumate subito dopo l’acquisto, mentre i tagli più piccoli (ad esempio le fettine) non vanno conservati in frigorifero per più di due giorni, tempo che si raddoppia per arrosti e simili, che hanno tagli più grandi. Nel freezer, la carne suina non deve superare i due mesi di conservazione.
Carni di coniglio
La carne di questo animale risulta particolarmente digeribile ed è povera di grassi e colesterolo, tanto da essere particolarmente indicata nell’alimentazione di chi presenta problemi legati all’eccesso di lipidi nel sangue (ipercolesterolemia). Per far fronte ad una lunga conservazione e per applicare una corretta procedura di congelamento, l’animale deve essere pulito con attenzione, curando di eliminare il grasso interno: una volta effettuato questo procedimento, il coniglio può essere mantenuto in freezer anche per sei mesi in sacchetti specifici di plastica o alluminio. Questi stessi involucri sono utili per la conservazioni in frigo nell’area più fredda: in questi casi va consumato in meno di una settimana.
Carni equine
La carne di cavallo ha un sapore leggermente più dolciastro rispetto alla carne bovina per via dell’elevata presenza di glicogeno, ovvero la forma attraverso cui il glucosio viene conservato come fonte di energia nei muscoli.
E’ molto ricca di proteine e di ferro, oltre che avere un ridotto contenuto di grassi.
La carne di cavallo, così come quella di asino, è particolarmente esposta all’attacco dei batteri e parassiti, quindi occorre consumarla il prima possibile.
In frigorifero va posta nell’area più fredda, ben fasciata in carta per alimenti e consumata in giornata. Nel freezer, previa attenta impacchettatura in alluminio o in pellicola trasparente, può rimanere anche sei mesi.
Carni ovine
Le carni ovine presentano, a livello nutrizionale, valori simili a quelli della carne bovina ed sono particolarmente ricche di ferro, zinco e fosforo. Andrebbero acquistate solo se di colore rosso porpora, con le striature di grasso madreperlacee. Per la conservazione è ideale il frigorifero a bassa temperatura, per un periodo che non vada oltre pochi giorni.
In freezer la conservazione può essere invece protratta per mesi.
Un consiglio per la cottura: vista la tendenza a perdere l’acqua presente e quindi a diventare molto “asciutta”, la carne ovina non andrebbe mai cotta troppo a lungo.
Selvaggina
Camoscio, capriolo, cervo, cinghiale e lepre hanno fibre muscolari più dure e robuste e sono più povere di grasso rispetto alle carni che consumiamo abitualmente. Sul fronte della preparazione, occorre ricordare che la carne della selvaggina da pelo necessita di un adeguato periodo di frollatura e che la cottura deve essere lenta e prolungata: solo per alcuni tagli, come ad esempio le cosce, si può pensare all’arrosto o alla cottura al forno.
Anatre, oche, faraone
Per la scelta dell’animale migliore occorre innanzitutto verificare la consistenza e l’elasticità del becco: se si presenta elastico e si piega facilmente, le carni saranno normalmente più tenere.
Come la classica selvaggina, la carne di questi animali va conservata in frigorifero, ben separata da altri alimenti.
In particolare, l’animale da allevamento può essere posto in sacchetti di plastica, dove si conserva per non più di tre giorni. Se invece si tratta di un animale cacciato, la conservazione non deve superare i cinque giorni, previa una sua protezione adeguata in alluminio.