Obesità in agguato e cattive abitudini per gli italiani del domani

 
L’Italia ha un volto sempre più vecchio: sebbene la popolazione dal 2001 al 2010 sia aumentata del 5,9%, tale incremento non ha interessato la fascia di età 0-18 anni che, invece, è diminuita del 2,64%.
Questi dati confermano il rapido processo d’invecchiamento che si sta delineando nel nostro Paese. A livello territoriale, la percentuale maggiore di giovani under-18 anni (21,6%) si registra in Campania che, ormai da anni, detiene il record di regione “più giovane”. Valori elevati vengono riscontrati anche nella PA di Bolzano (21%), in Sicilia (20,2%) e in Puglia (19,6%).
Al contrario, la Regione con la struttura per età meno sbilanciata verso la classe “giovane” è la Liguria, che presenta il dato più basso (14,6%) e che, da anni, risulta essere la regione “più vecchia”. Seguono il Friuli Venezia Giulia (15,7%), la Toscana (15,9%) e, a pari merito, il Piemonte e la Sardegna (16,1%).

È questo il quadro, non del tutto roseo, che emerge dal primo "Libro Bianco 2011. La salute dei bambini", un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione pediatrica italiana fino ai 18 anni di età, in rapporto alla qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane ricevuta da questa importante fascia di popolazione, che rappresenta il futuro del Belpaese.
Il volume è pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP), presieduta dal professor Alberto Ugazio, e coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

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