Apri il Menu
Apri il Menu cerca nel sito
Dal 1991 ha come obiettivo la diffusione della cultura dell'alimentazione elegata alla salute

Sano Natale

Sano Natale

I piaceri della tavola natalizia

Come limitare gli eccessi alimentari delle feste non rinunciando ai piaceri della tavola natalizia

Poco meno di quattro etti, destinati a diventare 480 grammi verso l’inizio di marzo. Tanto peserebbero mediamente sul fisico di uomini e donne gli stravizi delle feste di fine anno. Il dato emerge da uno studio condotto qualche tempo fa da Jack Yanovski del National Institute of Health di Bethesda. La ricerca ha monitorato il peso di 195 donne e uomini intorno ai quarant’anni prima, durante e dopo le feste americane, cioè tra il giorno del Ringraziamento e Capodanno, periodo di concentrazione massima delle abbuffate.

Si può quindi festeggiare il Natale senza dover fare i conti con la bilancia?
Chi teme di ingrassare durante le feste, oltre a moderare le calorie e seguire le indicazioni del medico in caso di particolari patologie, dovrebbe seguire qualche semplice regola.

Prima di tutto, non va dimenticato che le vacanze di Natale possono essere un momento ideale non solo per riunirsi con parenti e amici, ma anche per iniziare l’attività fisica regolare a cui non si è riusciti a dedicare il giusto tempo. Via libera quindi a passeggiate, nuoto o esercizi in palestra! Con questa semplice accortezza il vostro organismo consumerà più energia diventando maggiormente sensibile agli “eccessi” calorici tipici delle feste di fine anno.

Sulle tavole natalizie degli italiani non può mancare un buon bicchiere di vino: bisogna tuttavia ricordarsi di bere anche molta acqua che, oltre ovviamente a combattere la sete, limita l’accumulo di liquidi nell’organismo causato dall’eccessivo contenuto di sale che caratterizza salse, sottaceti e antipasti. Questo problema colpisce soprattutto le donne, che spesso si trovano a fare i conti con caviglie gonfie proprio per l’azione del cloruro di sodio. Le contromisure? Semplici: bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, scegliendo preferibilmente un prodotto a specifica azione diuretica, e limitare dadi da brodo e salamoie, veri e propri “contenitori” invisibili di sale.

Attenzione anche agli stuzzichini sfiziosi che accompagnano gli aperitivi: il consumo di alcolici e la presenza di patatine o altri “après –repas”, infatti,  aumenta la quantità delle calorie introdotte. Il suggerimento è quello di preferire un leggero analcolico, meglio se vegetale come il succo di pomodoro.

Inoltre, non è necessario “condire” ogni piatto con pesanti intingoli, gustosi ma pericolosi se si è attenti alla linea. Basti pensare che una cottura a vapore non snatura il gusto di un’aragosta, e un buon ragù di verdure può accompagnare senza problemi un piatto di agnolotti. Infine, per “disintossicarsi” dopo un’abbuffata, non bisogna dimenticare quanto può essere utile un consommè vegetale, un modo intelligente per introdurre liquidi, assimilare qualcosa di caldo e piacevole evitando digiuni forzati o, al contrario, il consumo di gustosi e iper-calorici “avanzi”.


I piatti a raggi X

Panettone

Fornisce circa 330 calorie per etto. Contiene soprattutto zuccheri e amidi, oltre che una buona percentuale di proteine derivante dalle uova. Attenzione ai grassi contenuti in burro, margarina e uova.

Panforte

Dolce tipico di Siena, ha come ingredienti di base l’olio di nocciole e le mandorle che lo rendono particolarmente ricco di calorie (circa 400 per etto). Attenzione quindi a non esagerare, perché si rischia di alterare l’introito calorico quotidiano.

Zampone

Come il cotechino, contiene all’incirca un terzo di carni suine magre, un terzo di cotenna e un terzo di grassi di maiale. Meglio pensarlo come piatto unico, accompagnato dalle lenticchie. Un etto di zampone fornisce quasi 400 calorie e può risultare in alcuni casi difficilmente digeribile.

Anguilla

Pesce di acqua dolce, chiamato capitone quando supera i 50 centimetri di lunghezza, fa parte della tradizione natalizia di molte zone d’Italia. Contrariamente a quanto si pensa, però, non si tratta di un pesce magro contenendo ben il 23,7 per cento di grassi.

Salmone

Anche a Natale, se possibile, meglio preferire piatti a base di pesce. Il classico salmone contiene acidi grassi omega 3 ad azione protettiva per i vasi sanguigni. Attenzione: gli esemplari più giovani contengono una minor quantità di grassi e proteine, che invece aumentano negli animali più “anziani” e in seguito a processi di conservazione.

Cappone

E’ un pollo castrato in età giovanile che, a differenza degli altri animali di questa specie, presenta maggiori quantità di grasso proprio per la sua “alterazione” ormonale.


I piatti a raggi X

Tacchino

E’ un tipo di carne a basso contenuto calorico; contiene, inoltre, aminoacidi che il corpo non è in grado di produrre da solo e deve quindi “trarre” dagli alimenti. Per evitare di assumere un’eccessiva quantità di grassi animali, è consigliabile togliere la pelle che ricopre le carni, zona in cui il grasso tende a concentrarsi. Piccole porzioni e pochi intingoli sono i suggerimenti per gustare al meglio questo tipico piatto natalizio.

Faraona

Ricca di proteine e vitamine (soprattutto B1, B2 B6 e PP), non contiene un’eccessiva quantità di grassi.

Noci

Contengono circa 662 calorie per etto e sono ricchissime di acidi grassi essenziali; il ruolo di queste sostanze è fondamentale soprattutto per la formazione delle membrane cellulari che fungono da “dogana”, consentendo l’ingresso delle sostanze davvero utili all’organismo ed eliminando quelle inutili o potenzialmente nocive.

Datteri

Ricchi in zucchero, risultano abbastanza calorici contenendo più di 250 calorie per etto.

Spumante

Se il classico calice di fine pasto è di qualità, contiene basse quantità di alcol e sostanze come i polifenoli che aiutano a combattere i radicali liberi, gli invisibili nemici che attaccano le cellule causandone l’invecchiamento.

articoli da scaricare
articoli da scaricare

Scarica l'articolo completo

Continua

Notizie precedenti

torna su