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Quando l’alimento diventa un pericolo

Quando l’alimento diventa un pericolo

Una monetina, un acino d’uva, magari un boccone di prosciutto troppo grande o un biscotto.

Basta poco, terribilmente poco, per ostruire le vie respiratorie di un bimbo e soffocarlo, come riportano le cronache di questi giorni. Questi eventi non sono purtroppo infrequenti. Secondo recenti statistiche dei Centri per il Controllo delle Malattie di Atlanta, l’ingestione di un corpo estraneo che blocca la respirazione è la prima causa di morte negli USA sotto l’anno di vita, e diventa la quarta da uno a quattro anni.  Come comportarsi in questi casi?

Fondamentale è agire rapidamente perché dopo solo quattro-cinque minuti si possono verificare danni permanenti al cervello privato dell’ossigeno.

L’incidente può capitare perché un corpo estraneo, e non solo un boccone di cibo, invece che scendere lungo l’esofago per arrivare allo stomaco va a bloccarsi nel mezzo della trachea, dove non passano i cibi ma l’aria che respiriamo.

Se questo accade, e si è certi del soffocamento, si può quindi applicare una specifica contromisura chiamata “manovra di Heimlich“, che si basa su una fortissima compressione sul torace che porti i polmoni ad espellere di colpo grandi quantità di aria, inducendo una spinta verso l’alto che può liberare la trachea ostruita.

Come prevenire eventuali pericoli

I bambini piccoli, si sa, tendono a portare gli oggetti alla bocca perché in questo modo stabiliscono un contatto con l’ambiente che li circonda e ne apprendono i “segreti”, fino ad arrivare a costruire una relazione affettiva e gratificante (solo in seguito impareranno altre modalità di esplorazione più “evolute”).

E’ quindi importante, anche quando sono più grandicelli e hanno superato l’anno di vita, riconoscere questi atteggiamenti ed evitare per quanto possibile di lasciare a portata di mano piccoli oggetti e, per quanto riguarda l’alimentazione, prestare particolare attenzione a che i cibi siano ben sminuzzati nel piatto.

Fondamentale, quindi, è puntare sulla prevenzione.

Fino a otto-nove mesi non bisognerebbe passare ai cibi solidi. Ed è altrettanto importante evitare bocconi particolarmente grandi, sia di biscotti che di prosciutto, per non parlare di alcuni frutti, non appena il piccolo comincia a nutrirsi con alimenti solidi. Infine attenzione ai giochi: non debbono misurare meno di tre centimetri e non debbono essere scomponibili in piccoli pezzi”. Occhio poi a tutto quello che il piccolo, senza saperlo, prende in mano e porta alla bocca, a partire dalle monete. Una curiosità: l’euro, secondo recenti ricerche, è più pericoloso delle monete di alcuni Paesi del Nord-Europa e delle pesetas spagnole ormai fuori corso che hanno ancora il buchino al centro: attraverso quel foro, l’aria può passare.

A cura del Comitato scientifico della Fondazione Istituto Danone

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