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Dal cibo alla salute: gli organi chiave dell’alimentazione

Dal cibo alla salute: gli organi chiave dell’alimentazione

Lo stomaco

È un organo fondamentale per la digestione dei cibi. In esso infatti gli alimenti vengono trasformati e preparati per poter essere assorbiti nell’intestino.
Normalmente occorronotre-sei ore perché un cibo venga trasformato nello stomaco da solido a semiliquido (il tempo varia in base alla digeribilità degli alimenti). Lo stomaco è una grande sacca estensibile (può contenere fino a oltre un litro di cibo), e si divide in tre parti: dall’alto in basso il fondo, il corpo e l’antro. Ha una forma di J ed ha il compito di raccogliere gli alimenti che scendono dalla bocca e smistarli attraverso il piloro nel tubo intestinale. Questa funzione, tuttavia, è resa possibile da una serie di particolarità del “sacco” gastrico. Innanzitutto, dalla presenza nella sua mucosa di circa 35 milioni di piccolissime ghiandole che secernono circa un litro e mezzo di succo gastrico ogni giorno e quindi assicurano la digestione degli alimenti. La secrezione ghiandolare aumenta durante la fase digestiva, quando cioè lo stomaco è pieno di alimenti. Ed è proprio la presenza dei succhi gastrici che consente di continuare nello stomaco il processo digestivo. Ma nello stomaco c’è anche una formidabile struttura muscolare che assicura il lento ma costante svuotamento del contenuto gastrico nell’intestino. A volte, anche se non ci si pensa, sono proprio i difetti di svuotamento gastrico a causare molti problemi.
Un’alimentazione sbagliata in termini quantitativi o qualitativi (ad esempio quando si esagera con gli alimenti ricchi in lipidi) rappresenta una minaccia per la salute dello stomaco. Occorre quindi nutrirsi con raziocinio, senza abusare di un cibo e soprattutto alzarsi da tavola non ancora completamente sazi. Quando ci si comporta così, lo stomaco funziona al meglio. Ma esistono altri nemici: il fumo di sigaretta, l’abuso di bevande alcoliche e soprattutto lo stress. Quando una persona è tesa, le sue ghiandole gastriche producono una maggior quantità di acido cloridrico che non viene tamponato fisiologicamente dai cibi. Questa sostanza è molto potente e può distruggere la mucosa gastrica, soprattutto quando le difese naturali non la proteggono a sufficienza, provocando lesioni anche gravi.


Il fegato

È stato definito il “laboratorio” del corpo umano. Al suo interno, infatti, avvengono i fenomeni di trasformazione delle sostanze presenti negli alimenti e si preparano i prodotti di scarto pronti per essere eliminati dall’organismo.
Il laboratorio centrale del nostro organismo è in continua attività. E’ un organo grande, pesa circa un chilo e mezzo, e si trova sotto le coste nella parte destra del torace. Ha una capacità lavorativa impressionante: basti pensare che se si asportasse anche l’80% del fegato probabilmente la parte rimanente potrebbe svolgere le proprie funzioni. Nel fegato avvengono tutti i processi di regolazione più importanti del corpo: controlla la digestione attraverso la formazione della bile (una sostanza amara che favorisce l’assorbimento dei grassi), regola la glicemia, cioè il livello di glucosio nel sangue, depura l’organismo dai metaboliti delle medicine, mantiene sotto controllo la produzione e l’eliminazione del colesterolo e degli altri grassi, fa da deposito per quelle sostanze, come ad esempio certe vitamine, di cui il corpo ha bisogno costantemente.  Per svolgere tutte queste funzioni, il fegato viene irrorato attraverso due sistemi sanguigni. La vena porta trasporta il sangue ricco di principi nutritivi prodotti dall’intestino, mentre l’arteria epatica è ricca di sangue ossigenato che assicura lo svolgimento delle funzioni cellulari.
Il fegato ha diversi nemici. In primo luogo i virus dell’epatite, poi l’abuso di alcolici e di alimenti troppo ricchi in grassi. Per quanto riguarda il pericolo virale, è necessario fare attenzione a mangiare cibi ben preparati e sicuri sotto il profilo igienico per evitare l’epatite di tipo A. Per difendersi dall’epatite B, occorre soprattutto evitare il contatto con siringhe infette. Alcol e grassi, poi, fanno faticare il fegato: è necessario quindi limitarne il consumo per non intralciare la produzione del più grande laboratorio del corpo.


Il pancreas

Il termine pancreas deriva dal greco e significa “tutta carne“. Già questa curiosa definizione spiega l’importanza che fin dai tempi antichi si attribuiva a questo organo e che e’ stata confermata dagli studi più recenti.
Il pancreas, la cui forma assomiglia lontanamente a quella di un pesce molto tozzo, si divide in tre parti: la testa, il corpo e la coda. Le sue ghiandole svolgono due funzioni fondamentali. La parte esocrina produce gli enzimi digestivi che poi, immessi nel duodeno attraverso il dotto pancreatico, assicurano la digestione e pongono le basi per l’assorbimento dei principi nutritivi. In particolare gli enzimi pancreatici sono necessari per modificare la struttura delle proteine, dei lipidi e degli zuccheri e quindi trasformarli in aminoacidi, molecole di grassi piu’ piccole e zuuccheri semplici. Ma nel pancreas, e piu’ specificamente dalla parte endocrina,  vengono prodotti anche gli ormoni necessari a tenere sotto controllo il livello del glucosio nel sangue. Questi ormoni, il glucagone ad azione iperglicemizzante e l’insulina ad azione opposta, che induce cioè la riduzione del glucosio circolante nel sangue, vengono continuamente sollecitati. Dopo un pasto, ad esempio, entra in azione l’insulina mentre nelle fasi di digiuno il glucagone stimola il richiamo di glucosio dai depositi verso il sangue. Un’alterazione di questi meccanismi ormonali, col tempo, puo’ condurre al diabete.
Il pancreas e’ un organo molto sensibile. Due sono gli elementi che piu’ mettono in pericolo la salute pancreatica: l’abuso di alcol ed il fumo di sigaretta. Ed occorre molta attenzione nel seguire queste semplici regole perche’ una lesione pancreatica, come ad esempio un’infiammazione, puo’ essere anche potenzialmente molto grave


L’intestino tenue

È la porzione più lunga dell’intestino umano, che inizia immediatamente dopo la stomaco con il duodeno, prosegue nel digiuno e si conclude con la valvola ileociecale, che divide l’ileo dal crasso.
Spesso ci si spaventa quando si apprende che nel nostro addome, opportunamente ripiegato a formare della anse come un fiume, c’è  l’intestino tenue in tutta la sua lunghezza, che può  variare dai 5,5 ai sette metri. Ma non si tratta, sia chiaro, di una sorta di lungo “serpente” inutile. Nel duodeno si conclude la fase digestiva degli alimenti, mentre nel digiuno, ovviamente a diversi livelli avviene l’assorbimento di molti principi alimentari. Lo stesso assorbimento, via via sempre più  ridotto, prosegue fino all’inizio del cieco. Lo “snodo” più  importante nel processo di assorbimento avviene comunque nel duodeno, e più precisamente nella seconda parte di questo tratto. In quel punto infatti vengono immessi nel tubo digerente i succhi pancreatici e la bile di provenienza epatica. Oltre alla neutralizzazione dell’acido di provenienza gastrica, queste sostanze consentono di “sezionare” fino alle molecole più semplici ed assorbibili grassi, zuccheri e proteine, che proprio dal tenue, assieme alle vitamine ed a molti sali minerali, passano nel corpo umano.
Il tenue rappresenta una specie di “paese” a sé stante che deve essere abitato sempre dai giusti microorganismi. In pratica quindi nel tenue esiste una flora batterica che non deve essere modificata perché  i germi presenti assicurano il corretto assorbimento dei principi nutritivi e limitano l’accesso di microbi pericolosi. Per questo il vero pericolo del tenue sono i cibi avariati e le diarree profuse che modificano la flora batterica e possono indurre problemi per tutto l’organismo.


L’intestino crasso

È l’ultima parte dell’intestino, quella di calibro più  grande. È composto dal colon, dal sigma e dal retto. Misura mediamente meno di due metri.
La forma ricorda quella di un grande ed asimmetrico ferro di cavallo, con la parte vuota rivolta verso il basso. Nel crasso, dotato di una formidabile struttura muscolare che consente la progressione dei rifiuti fecali, si svolgono fondamentalmente due funzioni. Nella prima parte, cioè  nel colon ascendente e in una porzione del trasverso, si conclude l’assorbimento dei liquidi, in particolare dell’acqua. Nella seconda porzione le feci vengono invece definitivamente formate e raccolte nell’ampolla rettale. In base a quello che mangiamo, ovviamente, l’intestino crasso svolge la sua funzione. Quando la dieta non contiene fibre alimentari in quantità  sufficiente, il crasso non si riempie e la peristalsi, cioè la contrazione ritmata dei diversi segmenti intestinali lavora in maniera anomala. Questo pone la basi per la stitichezza e per la formazione dei diverticoli, piccole “sacche” mucose che si determinano nei diversi tratti del colon, sigma e retto.
Per l’intestino crasso, come per il tenue occorre innanzitutto cercare di conservare la flora batterica fisiologicamente presente nel canale intestinale. Ma su questo settore gioca un ruolo importante anche l’alimentazione: occorre nutrirsi con cibi igienicamente sicuri per evitare infezioni ed al contempo non si deve esagerare con gli alimenti troppo raffinati. Se non è garantito un sufficiente apporto in fibre alimentari, infatti, il crasso non funziona bene. Frutta, verdura ed alimenti integrali insieme a cibi che assicurino una sufficiente quota di batteri “buoni”, cioè eubiotici, sono quindi consigliati per chi vuol tenere in forma questa parte di intestino.

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