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Come difendersi dalla “sindrome da rientro”

Come difendersi dalla “sindrome da rientro”

La sindrome da rientro

Nel nostro Paese molte persone vivono purtroppo in una condizione di stress cronico, che si attenua durante il periodo delle ferie per poi riacutizzarsi non appena si ritorna nuovamente ai problemi della vita di tutti i giorni, primi tra tutti quelli legati al contesto lavorativo.

A risentire in maniera più accentuata della cosiddetta “sindrome da rientro” e, più in generale, delle tensioni lavorative è soprattutto il cuore.
Quando si vive un periodo di intense emozione, infatti, l’organismo ha specifiche reazioni: cresce la produzione di alcuni ormoni come l’adrenocorticotropo e il cortisolo o di sostanze come la vasopressina, ma soprattutto aumenta la produzione delle catecolamine, adrenalina e noradrenalina.
Queste sono le tipiche sostanze che si creano in risposta allo stress: contribuiscono ad alzare la pressione arteriosa, aumentano i battiti cardiaci, accelerano il ritmo del respiro.
L’organismo, quindi, lavora “ad alti regimi” ed è più facile sentirsi stanchi e provati.

Ma non mancano altri problemi, come la cefalea tensiva, con vere e proprie crisi che si manifestano fin dalle prime ore del mattino, per poi subire un peggioramento durante la giornata.
In molti casi, è la componente psicologica a costituire un fattore chiave.

Un altro disturbo tipico di chi è ha accumulato molta tensione è il bruxismo, ovvero l’abitudine di digrignare i denti durante il sonno, segnale di come lo stress emotivo influenzi le reazioni corporee.
Ancora: la tensione può favorire la comparsa di disturbi dello stomaco e, non a caso, l’ulcera tende a riacutizzarsi in autunno.

Ma è l’intestino il principale “bersaglio” della psiche.
Esistono, infatti, una serie di proteine speciali, chiamate “neuropeptidi”, che collegano direttamente il cervello con l’apparato digerente e che, avendo un’azione specifica sulla muscolatura dell’intestino, potrebbero essere corresponsabili di mal di pancia, della costante alternanza tra stitichezza e diarrea e del meteorismo che affligge chi è vittima del colon irritabile.

Infine, la condizione psicologica dell’individuo può avere degli effetti negativi anche sul sistema immunitario.
Alcune ricerche dimostrano che in presenza di uno stato psicologico alterato si accentua la gravità della mononucleosi infettiva, meglio nota come “malattia del bacio”, delle infezioni da adenovirus (quelli che causano raffreddore e mal di gola con febbre) e quelle da herpes.
I meccanismi alla base di questo fenomeno sarebbero da ricercare soprattutto nella diminuzione delle risposte degli anticorpi specifici contro i virus dovute al malessere psicologico, attraverso vie ancora da identificare.


Come affrontare queste situazioni?

Se in vacanza si è alterata di molto l’ora del sonno, è opportuno cercare di recuperare progressivamente orari e giusti ritmi. Coricarsi presto non serve, conviene invece anticipare l’ora del riposo gradualmente.
Importante è anche mettere la sveglia ogni mattina alla stessa ora, per riadattare i ritmi del sonno fino alla normalità.
Se, inoltre, il ritorno a casa ripropone stress che pensavate dimenticati, meglio ricorrere ad una semplice ginnastica rilassante.

Di estrema importanza è infine l’alimentazione.

Per contrastare la tensione, è fondamentale innanzitutto rispettare il ritmo e gli orari dei pasti.
E soprattutto, è importante fare sempre una giusta colazione che permette di fare il pieno di micronutrienti come, per esempio, vitamina A, vitamina B6, vitamina B12 e vitamina D, oltre che di magnesio, calcio e fosforo.
Via libera a latte o latticini freschi, cereali, magari consumando biscotti, pane o fette biscottate integrali e frutta.

Per il resto, durante la giornata bisognerebbe evitare di tornare ai tanti caffè con i colleghi e alle bevande che contengono caffeina, accentuano la “reattività” dell’organismo.
E soprattutto bisogna limitare gli alimenti particolarmente elaborati e ricchi di grassi.

Da privilegiare, invece, sono i cibi che riescono a favorire un miglior benessere psicologico, come frutta e verdura. Infine occorre che il pasto sia ricco di fibre e leggero: un’ insalata con una bella macedonia, pesce o carni magre condite con parsimonia.

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